PAEA - Progetti Alternativi per l'Energia e l'Ambiente

Vogliamo una casa e la vogliamo passiva

2° puntata

Come nasce l'dea e come non la si abbandona..

Quando si parla di “case passive” ci si riferisce a un particolare standard costruttivo basato sull'integrazione di tecnologie e materiali che assicurano all'edificio un'elevata qualità abitativa e una sensibilissima riduzione dei consumi energetici. Questi edifici, altamente coibentati, privi di dispersioni termiche e dotati di un sistema di ventilazione controllata, sono in grado di sfruttare “passivamente” il calore del sole e delle sorgenti interne – persone, macchinari, illuminazione – e quindi hanno un fabbisogno annuale di riscaldamento talmente ridotto da permettere di rinunciare a un sistema tradizionale, perchè il calore necessario può essere apportato dall’aria immessa con il sistema di ventilazione.

Sentiamo direttamente dai protagonisti di questa storia, i proprietari e attualmente abitanti della casa di Busana, come è nata l’idea di costruirsi una casa passiva e soprattutto se il risultato è “in linea” con le loro aspettative.



Come è nata l’idea di costruirvi una casa passiva?
Erano già alcuni anni che io e mio marito volevamo trasferirci in montagna dalla Pianura Padana, precisamente da Castelnovo di Sotto. Io sono originaria di Busana e ho vissuto per 23 anni qui. So cosa vuol dire viverci, vantaggi e svantaggi. Volevamo che anche per i nostri figli la vita potesse migliorare qualitativamente.
Fortunatamente il Comune ci ha concesso di costruire in un terreno che apparteneva alla mia famiglia. La posizione favorisce molto la costruzione di questo tipo di case (bene esposta a sud) e quindi con l'aiuto dei progettisti abbiamo pensato di sfruttare ciò che la natura ci offriva. L'idea era comunque di costruire una casa di legno utilizzando il più possibile materiali ecologici e a impatto ambientale bassissimo. Ha preso corpo sempre di più l'idea di casa passiva in quanto - vista la posizione - si poteva sfruttare al massimo l'esposizione al sole che aiuta molto il riscaldamento della casa soprattutto in inverno.

Cosa vi ha convinto definitivamente a fare questa scelta?
L'idea ci ha entusiasmato fin dall'inizio, in modo particolare la consapevolezza di non dovere dipendere dal petrolio e poter così sfruttare il calore del sole e della terra senza inquinare!
La casa infatti viene aiutata, sia per il riscaldamento che per il rinfrescamento, da una macchina di ventilazione collegata ad un impianto di geotermia che sfrutta anche il calore della terra. Ci siamo molto informati su riviste specializzate, internet e giornali di vario tipo e ci siamo convinti che era la cosa giusta da fare.

Nella fase di “ideazione” e maturazione del progetto avete incontrato particolari difficoltà?
Abbiamo cominciato a pensare al progetto della casa. I tempi per sviluppare questa fase sono stati molto lunghi, quasi due anni, non tanto per la suddivisione della casa, in realtà  molto semplice, ma per decidere la ditta esecutrice con maggiore competenza e anche per curare nei minimi dettagli tutte le fasi di esecuzione e i materiali qualitativamente più validi e con un impatto ambientale bassissimo.
Credo che questo sia stato il momento più delicato e forse il più "pesante" anche dal punto di vista psicologico. Sembra di fare tante chiacchiere e non arrivare mai al dunque. In seguito poi ci siamo resi conto che in realtà  i due anni precedenti ci hanno permesso di poter eseguire i lavori a regola d'arte. La costruzione della casa, invece, è stata realizzata in tempi rapidissimi  senza però tralasciare i particolari di cui si era discusso in modo meticoloso precedentemente.
Si è partiti alla metà  di agosto 2008 e i primi giorni di aprile 2009 era abitabile.

Rispetto ai cantieri delle case “standard”, quali differenze vi hanno colpito di più?

Ciò che ci ha maggiormente colpito durante la costruzione è stato vedere il pochissimo spreco di energie che occorre per realizzare questo tipo di case: niente uso di acqua soprattutto, e non si corre il rischio di disturbare con rumori fastidiosi come betoniere, trivelle ecc…
Chiedete ai Busanesi!!

Com’è in pratica la casa?
La casa come dicevo è semplicissima, si sviluppa su due piani. Piano terra con cucina, dispensa, soggiorno, bagno. Primo piano con tre camere un bagno e due ripostigli. Nel seminterrato è alloggiata la macchina di ventilazione che permette di avere l'acqua calda e il ricambio dell'aria nelle stanze della casa.

Cosa diresti a chi è perplesso da una scelta del genere?
Tutto ciò che ho detto fino ad ora credo siano validissimi motivi per intraprendere un'impresa del genere. Forse a qualcuno potrebbe risultare spontaneo far notare che in una casa del genere la dipendenza dall'energia elettrica è troppo vincolante (anche nella cucina non abbiamo il fornello a gas ma la piastra elettrica).
Io rispondo che si può ovviare al problema utilizzando le fonti rinnovabili; stiamo valutando se sia più vantaggioso un impianto fotovoltaico oppure eolico.

E vero che non si sente la mancanza di un sistema di riscaldamento tradizionale?
Credo che la cosa che più mi ha colpito nell'abitare in questa casa è la sensazione di benessere che sprigiona. Quando alla sera magari leggi un libro sul divano o comunque sei fermo e tenderesti a percepire maggiormente la sensazione di freddo ciò non avviene, e questo grazie alla macchina che mantiene una temperatura costante in tutti gli ambienti e soprattutto per il fatto che la casa non ha nessun tipo di dispersione della temperatura.
Proviamo a pensare alle case "comuni", porte, finestre, pareti, tetti se non ben coibentati sono autostrade per il caldo ed il freddo che entrano o escono. In casa nostra ciò non avviene!

INDICE

Presentazione

1 - La casa di Busana incontra uno scrittore
2 - Vogliamo una casa e la vogliamo passiva (come nasce l'idea e come non la si abbandona)
3 - Gli attori e le loro competenze
4 - Scelta dei materiali e delle tecnologie

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