PAEA - Progetti Alternativi per l'Energia e l'Ambiente

Dl progetto alla realizzazione

3° puntata

Gli attori e le loro competenze

Nella costruzione di una casa entrano in gioco molteplici competenze, ma nel caso di un edificio passivo, per di più in legno, sono necessarie alcune figure professionali ed alcune competenze particolari. In generale, sia in fase di progetto che durante la realizzazione, è necessaria una forte collaborazione tra le parti e un’attenzione continua ai dettagli costruttivi, data la delicatezza di alcuni passaggi che vanno affrontati in modo diverso rispetto ad un comune progetto.
Cerchiamo di capirne di più, attraverso le parole di alcune persone coinvolte nella costruzione della casa di Busana: il geometra Giovanni Romei, che ha firmato il progetto; l’ingegnere Giancarlo Benassi che ne ha curato gli aspetti “ambientali” e Sepp Joerg, carpentiere e consociato di una ditta altoatesina specializzata in case in legno.

Queste le domande che gli abbiamo rivolto:

  • Chi sono e qual'è il mio lavoro
  • Il mio ruolo nella costruzione della casa di Busana
  • Quali le differenze fra il mio lavoro ordinario e quello "passivo"
  • Quali difficoltà o passaggi delicati ci sono stati
  • Quali vantaggi ne ho tratto per la mia professione

Un progetto “CasaClima" (Giovanni Romei, geometra)

Mi chiamo Giovanni Romei, sono geometra ed ho uno studio privato a Castelnovo né Monti (RE) dal 1982. Il mio lavoro riguarda tutto ciò che un geometra solitamente svolge nell’ambito della propria professione, vale a dire redazione di progettazione immobiliare, lavori catastali, divisioni ereditarie, redazione di dichiarazioni di successione ed altro ancora..
Ho iniziato ad interessarmi di bioedilizia dal 1994 seguendo vari convegni e corsi e venendo soprattutto a contatto con una persona eccezionale dal punto di vista professionale come Peter Erlacher, oggi docente presso l’Università di Bolzano e insegnante ai carpentieri dell’Alto Adige per quanto concerne la costruzione di case in legno.
Dopo tutta una serie di corsi e convegni seguiti per la progettazione di edifici a basso consumo energetico, siamo arrivati a conoscenza della realtà di CasaClima (Provincia Autonoma di Bolzano), presso la quale abbiamo partecipato - insieme al mio collega Stefano Bucci - ad agosto 2006 al corso base, a luglio 2007 al corso avanzato e tra dicembre 2007 e marzo 2008 al corso per consulenti energetici, conseguendo il diploma a superamento dell’esame finale; nel frattempo abbiamo partecipato anche a vari convegni e corsi nazionali ed internazionali sulla costruzione di case passive.

Per quanto riguarda la costruzione della casa di Busana, il mio ruolo è stato quello di progettista e direttore dei lavori architettonici. Insieme ai colleghi, l’ingegner Giancarlo Benassi e il geometra Stefano Bucci, abbiamo sviluppato tutta la parte dei dettagli per l’eliminazione dei ponti termici e dello studio approfondito dei singoli “nodi” costruttivi dell’abitazione stessa.

La progettazione di una casa passiva richiede una serie di attenzioni che solitamente chi progetta una casa “normale” - secondo me sbagliando - non si pone: occorre partire da un corretto orientamento, dal concepire una forma dell’edificio che possa portare, nel caso di Busana, ad un guadagno solare passivo massimale nei mesi invernali, ma che sia altrettanto facilmente schermabile durante il periodo di maggior soleggiamento per evitare “pericolosi” effetti di surriscaldamento, occorre già individuare tutte le zone di passaggio impiantistico, al fine di concordare con il costruttore le più efficaci tecniche di sigillatura per quanto riguarda la permeabilità all’aria, concetto quest’ultimo basilare per la realizzazione di una casa passiva, ma quasi totalmente sconosciuto nell’edificazione di abitazioni “standard”.
Infine occorre sicuramente una più assidua presenza in cantiere, per ottimizzare al massimo la direzione lavori, data la delicatezza di tutti i passaggi costruttivi.

Nello svolgimento dei lavori grosse difficoltà non ci sono state, anche per merito della ditta costruttrice, che era perfettamente conscia del tipo di costruzione che veniva eseguito. Infatti, se chi esegue manualmente i lavori conosce anche la teoria che sta dietro a quel che si vuol mettere in pratica, allora si è già, come si suol dire, a metà dell’opera.
Altro aspetto delicato è stata la scelta della macchina per la ventilazione meccanica controllata, non tanto per le caratteristiche tecniche, ma per quanto riguarda il prezzo, a mio parere ancora assai elevato, soprattutto se si vuol standardizzare l’utilizzo di tale sistema di aerazione nelle abitazioni del futuro. Infine sicuramente l’istruzione degli artigiani che hanno lavorato al progetto è stata un po’ difficoltosa, ma fortunatamente, avendo a che fare con persone intelligenti, alla fine molto gratificante per entrambe le parti.

Per la mia professione “vedo” solo vantaggi da questo tipo di esperienza, perché ha consentito, a me ed al mio collega Stefano Bucci, una notevole crescita per quanto concerne il nostro “bagaglio” professionale e culturale ed è sicuramente un percorso consiglierei a tutti i miei colleghi progettisti, invitandoli a riflettere sul fatto che ormai il concetto del “comunque vada va bene lo stesso” non è più ammissibile viste le questioni ambientali ed economiche ormai note a noi tutti.

Un edificio energeticamente efficiente (Giancarlo Benassi, ingegnere)

Sono ingegnere e mi occupo di risparmio energetico e progettazione edile e di fisica delle costruzioni. Lavoro a Reggio Emilia, anche se buona parte del mio lavoro si svolge nel comune di Correggio (RE), dove mi occupo della gestione del locale regolamento energetico-ambientale per le costruzioni. Sono impegnato ormai da diversi anni nella promozione della sostenibilità di questo settore.

Il mio ruolo nella costruzione di Busana è stato quello di consulente per il concetto energetico. Ho contribuito a definire le caratteristiche prestazionali dei componenti e al progetto della climatizzazione; ho poi partecipato all’ottimizzazione dei dettagli costruttivi dell'involucro termico e al controllo di qualità in fase di costruzione, monitorando i calcoli CasaClima e PHPP (il software per effettuare le verifiche necessarie affinché un edificio possa essere definito “passivo”).

Per quanto riguarda la casa passiva a Busana bisogna dire che il progetto di edifici molto efficienti esce da alcuni schemi abituali, a cominciare dall'accuratezza nella ricerca dei dati climatici su cui basare il progetto; l'usuale concetto di sovradimensionamento a tutela della sicurezza viene qui rivisto in funzione di una maggior efficienza energetica ed economica, mentre le scelte progettuali e gli obiettivi di qualità devono essere discussi e condivisi con tutte le persone coinvolte nella progettazione e nella  costruzione. In queste condizioni, il progetto va a buon fine solo se tali obiettivi vengono completamente centrati.  

Nell’esperienza di Busana, sono stati la consapevolezza e la sensibilità dei committenti a permetterci di risolvere situazioni che potevano essere altrimenti problematiche. Si è trattato a tutti gli effetti di un'esperienza molto positiva anche per il rapporto di collaborazione coi progettisti. Se il gradimento della costruzione da parte dei committenti si confermerà anche nelle stagioni a venire, allora mi aspetto che ci possano essere altre persone interessate a questo tipo di intervento. In tal caso questa esperienza, nel suo piccolo, funge da ulteriore pungolo per il settore edile locale, che deve saper aprire una prospettiva oltre la cosiddetta “crisi” del momento.

Una casa in legno: (Sepp Joerg, carpentiere)

Sono Sepp Joerg, consociato della carpenteria in legno Joerg Klimahaus dell'Alto Adige. Il mio lavoro principale è quello di costruire e vendere case in legno di buona qualità.
Il mio ruolo a Busana è stato quello di seguire i clienti e i progettisti fin dall'inizio, offrendo la consulenza generale sul progetto o meglio la mia lunga esperienza sul sistema della casa in legno e sulla scelta dei materiali da impiegare per la struttura e la coibentazione dei componenti edili. Ho lavorato poi sulla definizione dei dettagli costruttivi, gli esecutivi di cantiere e il controllo attraverso una continua comunicazione con i progettisti e la committenza. Ho poi seguito i lavori di carpenteria partecipando a quasi tutti i colloqui con le maestranze in cantiere.

Rispetto a un edificio standard, costruire una casa “passiva” o una casa di legno in classe“A” o “B” non è molto differente, tranne che per la quantità del materiale per l’isolamento termico.  Inoltre, dobbiamo essere più attenti nei dettagli che riguardano la tenuta all’aria. E' sempre una sfida la collaborazione con altri artigiani, sopratutto se non conoscono ancora questo standard costruttivo. Per arrivare insieme alla qualità voluta è necessario un vero lavoro di equipe.

Dal punto di vista tecnico, è stato un passaggio difficile il raccordo della guaina antivento del tetto e la tenuta all’aria ottenuta con il pannello OSB (Oriented Strand Board - pannello in legno). Sarebbe stato un dettaglio da studiare meglio in fase di progettazione, però siamo riusciti lo stesso a fare un buon lavoro e il risultato del test di tenuta all'aria lo dimostra!

Il rapporto che si è instaurato tra noi e la committenza e i progettisti è stato molto soddisfacente e amichevole, tanto che mi auguro possa durare nel tempo. Spero che questa casa riesca a soddisfarli e che a noi porti altro lavoro; spero soprattutto che tanta gente segua questa strada per il bene del nostro mondo.


Sul sito web di Joerg
Klimahaus possiamo vedere alcune immagini della casa di Busana; una galleria fotografica completa seguira nella prossima puntata...

INDICE

Presentazione

1 - La casa di Busana incontra uno scrittore
2 - Vogliamo una casa e la vogliamo passiva (come nasce l'idea e come non la si abbandona)
3 - Gli attori e le loro competenze
4 - Scelta dei materiali e delle tecnologie

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