PAEA - Progetti Alternativi per l'Energia e l'Ambiente

CAT e Transition Towns

Una possibile risposta al picco del petrolio e al cambiamento climatico

transizioneNel caso vi siate fatti l’idea che la Transizione sia un processo definito da persone che hanno tutte le risposte, è bene avvertirvi di una cosa molto importante.
Noi non sappiamo davvero sei questo funzionerà. La Transizione è un esperimento sociale su grande scala.
Le cose di cui siamo convinti sono queste:

- se aspettiamo i governi, sarà troppo poco e troppo tardi

- se agiamo individualmente, sarà troppo poco

- ma se agiamo come comunità, potrebbe essere quanto basta e giusto in tempo
Quello che raccontiamo sono i risultati di un lavoro reale fatto nel mondo reale attraverso il coinvolgimento di comunità di persone..

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Come “spore al microscopio”

Ci sono diverse iniziative che emergono da sole, come spore sotto il microscopio, partendo da livelli diversi, guidate dagli scopi e principi della Transizione; successivamente, si connettono tra di loro nei modi che ritengono più utili, creando quelle connessioni tra loro che ritengono più produttive.

.. questa è una buona autorappresentazione - tratta da un loro documento - di quello che è il movimento delle Transition Towns, nato quasi per caso da un esperimento scolastico del 2003. Il primo “Piano di Decrescita Energetica” infatti è stato realizzato da un gruppo di studenti irlandesi sotto la guida dell’insegnante Rob Hopkins, esperto di permacoltura e di bioedilizia. Con Hopkins ha preso vita tre anni più tardi la prima esperienza “di transizione” nella cittadina di Totnes nel Regno Unito: un movimento dal basso che scommette sulla possibilità di riconvertire le attività di produzione, di consumo e di servizio verso forme più indipendenti dai combustibili fossili, dove l’obiettivo è l’autoproduzione e la localizzazione dell’economia.
A tutt’oggi in rapida espansione - dall’Inghilterra all’Irlanda, dall’Australia al Giappone, dal Canada alla Nuova Zelanda, all'Italia di Monteveglio in provincia di Bologna – l’esperimento di Totnes coinvolge un numero sempre crescente di comunità a partire da un assunto di base: ridurre le emissioni di gas serra e i consumi di energia fossile in modo creativo, efficace, integrato e coinvolgente.

Un ''piano B''

In risposta alla doppia pressione del picco del petrolio e del cambiamento climatico, la realizzazione pratica di un Piano di Decrescita Energetica è uno dei progetti principali che un’iniziativa di transizione si prefigge di realizzare, ovvero la creazione per la propria comunità di un "Piano B", di durata ventennale, che comprende le modalità per realizzare la transizione dall’attuale dipendenza dal petrolio verso uno stile di vita più felice ma a bassa emissione di CO2.
Il piano B fornisce una panoramica di quelle iniziative che si basano contemporaneamente su una maggiore “resilienza”, ovvero sulla capacità di un sistema (naturale, biologico, sociale) di adattarsi e reagire ai cambiamenti di qualsiasi natura. In altre parole, che permetta all’uomo di sostenere quel radicale cambiamento che seguirà a i fenomeni geologi e climatici indotti dall’uomo stesso.
Nella pratica, il modello delle Transition Towns si ispira ai principi della permacultura - disciplina, inizialmente sviluppata negli anni '70 in Australia da Bill Mollison e David Holmgreen, che si basa sull’osservazione dei sistemi naturali per risolvere le problematiche antropiche.
Attualmente la rete fa riferimento al “Transition Network”,  una società senza fini di lucro formatasi di recente in Gran Bretagna per sviluppare il lavoro svolto a Kinsale, Totnes e in altri luoghi che per primi hanno sperimentato e adottato questo modello. Il movimento conta ad oggi 185 tra città, province, piccoli paesi.. e perfino una foresta!

Solo un sogno?
No. Ecco dove si può vedere tutto questo in pratica.

logo CATIl Centre for Alternative Technology (CAT)

Dove? AL CAT.
Fondato nella metà degli anni Settanta, il CAT è fra i più importanti e grandi centri al mondo nel campo delle tecnologie alternative, delle fonti rinnovabili, del risparmio energetico e idrico, della bioedilizia, della didattica e tutela ambientale. Con 65.000 visitatori l'anno e vari settori di intervento, si trova a Machynlleth in Galles, circa 150 km a nord-est di Birmingham.
Moltissimi gli elementi di questa sorta di “villaggio sperimentale” che esemplificano l'impiego concreto delle energie alternative attraverso innumerevoli realizzazioni pratiche, dalla micro-cogenerazione al micro-eolico e micro-idroelettrico, all'uso delle biomasse, al recupero dell'acqua piovana, la fitodepurazione e l'uso delle compost toilet.

Ma il CAT è anche un istututo di ricerca di eccellenza a livello europeo, con collaborazioni stabili in master come quelli organizzati dalla Graduate School of the Environment in collaborazione con l'università di East London e studi di settore tra cui il recente Report Zero Carbon Britain, oltre che sede del Galles Institute for Sustainable Education, il più grande centro di educazione ambientale della Gran Bretagna, costruito  con tecnologie e materiali eco-efficienti.

Paea ha ideato e realizzato diversi viaggi/studio per italiani, con sede al centro e visita alle due cittadine di Machynlleth e Lampeter... (l'ultimo nel 2009)

Per saperne di più sul CAT:
Sito web del CAT
Il CAT su Facebook

Per saperne di più sulle Transition Towns:
Sito web della transition town di Machynlleth
Rob Hopkins' Transition Blog (in inglese)
Transition Network LTD
(in inglese)
Chi siamo e cosa facciamo di R.Hopkins e P.Lipman, febbraio 2009, versione in taliano (PDF 13 MB)

Sede operativa: Loc. Montebamboli 25/a - 58024 Massa Marittima (GR) - tel. 0566 216207 - email: info@paea.it
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