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Cucina, elettrodomestici, casa nuova: incentivi, adempimenti e semplificazioni

A cura del Servizio InfomaEnergia di PAEA

Lo scorso 26 marzo è entrato in vigore il Decreto Incentivi (n.40 del 2010) che contiene importanti novità in tema di promozione dell'efficienza energetica e di semplificazione di procedure. Tra le varie misure adottate rientra un fondo di 110 milioni di euro destinato a incentivare l'acquisto di mobili ed elettrodomestici, concedendo sconti direttamente da parte del venditore (che riceverà successivamente il rimborso).

In particolare:

  • sconto del 10% fino ad un massimo di 1000 euro per la sostituzione di vecchi mobili da cucina con nuove cucine componibili (purché con caratteristiche ecologiche, spazi per la raccolta differenziata, presenza della “scheda prodotto”) ed elettrodomestici da incasso ad alta efficienza energetica
  • sconto del 20% per sostituzione di singoli elettrodomestici con altri ad alta efficienza. Il massimo di sconto è pari a 130 euro per una lavastoviglie, 80 euro per forno elettrico, e piano cottura, 100 euro per cucina di libera installazione, 500 euro per cappe climatizzate e 400 euro per pompe di calore in sostituzione di scaldabagno elettrici.

ADEMPIMENTI
•    L'acquisto deve essere fatto dopo l'entrata in vigore del DM Sviluppo-Economia e comunque entro il 31 dicembre 2010
•    Il venditore, che dovrebbe essere aggiornato in tempo reale sulla disponibilità del bonus, deve documentare lo smaltimento dei beni usati.

Sono previsti anche incentivi per acquisti più “impegnativi”, in particolare un contributo di 83 euro/mq fino ad un massimo di 5.000 euro per l'acquisto di una prima casa di nuova costruzione, per la famiglia (occorre quindi uno stato di famiglia)  a patto che questa abbia un fabbisogno di energia primaria inferiore di almeno il 30% rispetto ai limiti di legge (tabella 1.3 allegato C del D.Lgs 192/2005). Il contributo può salire a 116 euro/mq se la diminuzione del fabbisogno di energia primaria è almeno del 50%.
Questo contributo risulta cumulabile con l'incentivo fiscale che porta l'IVA al 4% nel caso di acquisto dal costruttore, oltre a imposte di registro, ipotecarie e catastali fisse e pari a 504 euro.

SEMPLIFICAZIONI
Il Decreto Incentivi prevede inoltre significative misure di semplificazione tra cui spicca la modifica dell'art. 6 del Testo Unico dell'edilizia (Dpr 380/2001) includendo diversi tipi di intervento tra cui le manutenzioni straordinarie degli edifici tra quelli non soggetti all'obbligo della DIA (Dichiarazione di Inizio Attività).

In realtà la situazione non è così semplice; le indicazioni date dal decreto a livello nazionale devono infatti sottostare a delle limitazioni:

  • Devono essere rispettate le normative regionali più restrittive. Nel caso in cui a livello regionale esista una normativa (successiva al Dpr 380/2001) che impone esplicitamente la DIA per le manutenzioni straordinarie la normativa nazionale non si applica, per cui in queste regioni non cambia nulla in seguito al decreto. É il caso di Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Val d’Aosta, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Campania e Sicilia.
  • Nelle regioni che non hanno normativa in materia o che hanno legiferato in materia prima del  Dpr 380/2001 invece la liberalizzazione è scattata alla data di entrata in vigore del decreto, ma devono comunque essere rispettate le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, che potrebbero essere in contrasto con la normativa nazionale.
  • Inoltre le manutenzioni straordinarie non devono riguardare parti strutturali dell'edificio, comportare aumento delle unità immobiliari con frazionamenti, implicare incremento rispetto ai parametri urbanistici esistenti (superficie e volume). Devono inoltre essere rispettate le altre normative di settore: antisismica, antincendio, beni culturali e paesaggio, norme igienico sanitarie e sull'efficienza energetica.

Tabella incentivi del Ministero:
Misure urgenti di sostegno alla domanda (PDF)

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