PAEA - Progetti Alternativi per l'Energia e l'Ambiente

Detrazioni 55% per le riqualificazioni energetiche

Nuovi limiti di trasmittanza per gli interventi incentivabili e nuove disposizioni per le caldaie a biomassa

A cura del servizio InformaEnergia



Con l'anno nuovo sono entrati in vigore i nuovi limiti di trasmittanza previsti dal decreto 11 marzo 2008 per gli interventi di riqualificazione energetica sull'involucro di edifici esistenti effettuati tra il 1 gennaio 2010 ed il 31 dicembre 2010. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha però recentemente messo a punto un decreto che modifica questi valori, alla luce dell'esperienza maturata in questi anni di applicazioni delle norme incentivanti, dello sviluppo della normativa in materia e delle osservazioni pervenute da numerosi operatori del settore.


In particolare, in nuovo decreto equipara le chiusure apribili e assimilabili quali finestre, porte, vetrine anche fisse, e per esse modifica i limiti, rendendoli più restrittivi nelle zone climatiche più calde (A e B), meno restrittivi in quelle più fredde (E ed F), e lasciandoli invariati negli altri casi. Diventano più restrittivi anche i limiti previsti per gli interventi di isolamento delle pareti e  delle coperture, mentre sarà più facile ottenere la detrazione per l'isolamento dei pavimenti.

Il Decreto contiene anche importanti novità per chi decide di installare una nuova caldaia a biomassa.
Fino ad ora questo tipo di intervento è stato molto incentivato per il fatto che l'utilizzo di un combustibile rinnovabile rendeva pari a zero il fabbisogno di energia primaria per il riscaldamento invernale dell'edificio, e quindi la spesa risultava sempre detraibile (per il comma 344 della finanziaria 2007), a patto che il generatore di calore avesse un adeguato rendimento.
Le nuove disposizioni impongono invece due nuovi requisiti per avere accesso alla detrazione. Il primo riguarda tutte le chiusure apribili e assimilabili dell'edificio: dovranno rispettare i limiti di trasmittanza imposti dal decreto 311/2006 allegato B (Tabella 4). Questo renderà di fatto indispensabile in molti vecchi edifici la sostituzione degli infissi contestualmente alla sostituzione del vecchio generatore di calore con una caldaia a biomassa.

Nella stessa direzione va anche il secondo requisito che corregge l'indicazione del coefficiente correttivo per il calcolo dell'energia primaria nel caso di impianti a biomassa: esso non sarà più pari a zero ma a 0,3, per tenere conto anche dei costi energetici correlati alla raccolta, lavorazione, confinamento e trasporto delle biomasse combustibili. Sarà quindi necessario il calcolo analitico del fabbisogno di energia primaria dell'edificio successivo all'intervento di sostituzione del generatore e la verifica del rispetto del valore limite riportato negli allegati del DM 11 marzo 2008.

Quindi - sempre nel caso di edifici molto energivori - potrebbe non essere sufficiente la sostituzione degli infissi per garantirsi l'accessibilità alle detrazioni fiscali, ma risultare necessari anche altri interventi sull'involucro edilizio.
Lo scopo della misura è quello di disincentivare un utilizzo eccessivo della biomassa in edifici energeticamente inefficienti, considerato che, anche se neutro dal punto di vista della CO2, è responsabile di considerevoli emissioni di particolato.

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