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Fotovoltaico: dal silicio alla plastica?

fotovoltaicoAd oggi la scelta per chi intenda installare un impianto fotovoltaico è tra silicio “monocristallino”, “policristallino” e “amorfo”, ma sempre di silicio si tratta.
Tra qualche anno però potrebbe non essere più così: molte ricerche stanno sperimentando da anni materiali e processi produttivi che consentano di abbassare i costi di produzione, che a differenza del solare termico rappresentano la voce di costo principale per l’acquirente.
Una novità viene dagli Stati Uniti e riguarda le celle solari a base di polimeri plastici: leggere, flessibili e, cosa più importante, a costi di produzione contenuti.
Putroppo per ora il loro rendimento è ancora troppo basso: anche se recentemente i ricercatori di alcuni istituti tra cui l’Università della California sono riusciti a produrre celle con un’efficienza del 6,1%, (nel 2006 erano al 4,4%) non è ancora abbastanza per competere con quelle al silicio che viaggiano intorno al 15%.. In teoria è possibile aumentarne l’efficienza sovrapponendo diversi strati di polimeri, ma il processo di stratificazione fa aumentare i costi di produzione.
Per fare il salto alla produzione su larga scala e al mercato alla commercializzazione, si tratterà anche in questo caso di trovare il giusto punto di equilibrio tra costi e risultati.

Fonte: Technology Review

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