PAEA - Progetti Alternativi per l'Energia e l'Ambiente

OGM/autoctono: due modelli antitetici di coltivare

Alberto Olivucci, presidente dell'Associazione Civiltà Contadina, presenta il libro sulla Monsanto alla Gabella di Reggio Emilia

A cura della Mostra dell'Alimentazione Naturale

Sementi OGM, varietà autoctone e agricoltura biologica. Alberto Olivucci, presidente dell'associazione Civiltà Contadina e agricoltore bio delle colline marchigiane ci introduce a due modi antitetici di coltivare. Da una parte tecniche che mirano a preservare la variabilità genetica delle sementi, il rispetto dei ritmi naturali, la valorizzazione delle varietà autoctone, dall'altra sementi ad alto contenuto di tecnologia, ibridazione ed omologazione della produzione agricola.

Alberto Olivucci ci guiderà alla lettura de IL MONDO SECONDO MONSANTO (sottotitolo Dalla diossina agli OGM: storia di una multinazionale che vi vuole bene), il libro/documentario/inchiesta che ha fatto il giro del mondo, della giornalista, scrittrice e regista Marie-Monique Robin.
Monsanto è il principale produttore mondiale di OGM ed è una delle aziende più controverse della storia industriale. 
Dalla sua fondazione nel 1901, ha accumulato diversi processi a proprio carico, a causa della tossicità dei suoi prodotti, eppure oggi si pubblicizza come azienda della “scienza della vita”. 
Il libro, risultato di 3 anni di ricerche che hanno portato l’autrice in America, Europa e Asia, parla della poco nota storia della multinazionale di Saint Louis. Avvalendosi di documenti inediti, delle testimonianze delle vittime, scienziati e uomini politici, ricostruisce la genesi di un impero industriale che, grazie a pressioni e tentativi di corruzione, è divenuta la prima azienda al mondo produttrice di semi.
 Svela inoltre il ruolo giocato da Monsanto nell’estensione planetaria delle colture OGM, senza che ci sia stato alcun controllo serio relativo ai loro effetti collaterali su natura e salute.

Il tema è all'ordine del giorno in Europa e in Italia, dove il governo ha recentemente respinto - in via cautelativa - la richiesta di un'azienda di introdurre la coltivazione di una varietà di mais OGM anche in Italia.. Leggi tutto


Alberto Olivucci
Contadino di terre magre nelle Marche e presidente dell'associazione Civiltà Contadina, Alberto Olivucci ha creduto nell'agricoltura biologica fin dai primi giorni, quando solo dire o scrivere biologico era proibito e i cibi bio erano spesso sequestrati...

Associazione Civiltà Contadina
Articolata in gruppi locali su tutto il territorio nazionale, è un'associazione senza scopi di lucro gestita da volontari dal 1996. che fa parte della Rete Semi Rurali; è stata la prima a fare una petizione per la libertà di seminare e scambiare sementi, recepita dalla legge nazionale 46/2007 e dalla direttiva comunitaria, che permette a tutti, contadini e non, la distribuzione di sementi antiche per motivi di conservazione senza alcun rischio di incorrere in infrazioni. Si applica anche alla creazione di una "Mappa del cibo locale", che agevoli il contatto tra produttori e consumatori per la vendita diretta dei prodotti agricoli, secondo i principi della filiera corta.

Tra le azioni portate avanti dall'associazione per la tutela della biodiversità, ricordiamo Custodi di Semi, che si collega all'attività di seed saving internazionale ed è volta alla salvaguardia lo scambio e la condivisione di ortaggi, cereali e legumi locali e tradizionali, prestati e restituiti a fine stagione dagli agricoltori "custodi". Fa parte di questa attività l'Arca dei Semi, database associativo per la conservazione, la catalogazione e la riproduzione di semi in via d'estinzione.
Lo stesso principio si applica alla conservazione e tutela delle razze autoctone come quella dei polli Ancona - allevata dai soci insieme ad altre varietà autoctone non ibridate - e alla Frutta Antica: se infatti la grande distribuzione tende a proporre sempre meno varietà e a standardizzare l'offerta, la conservazione e la riproduzione sul territorio delle varietà di frutti antichi e dimenticati recupera le varietà abbandonate dal commercio moderno per valorizzarle (anche tramite la vendita diretta in fattoria)



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