PAEA - Progetti Alternativi per l'Energia e l'Ambiente

Virtuoso come... un Comune. L'esperienza di Ponte nelle Alpi

Porta a porta, efficienza energetica e impronta ecologica: intervista a Ezio Orzes, assessore all'ambiente di un Comune Virtuoso

A cura della Casa EcoLogica

Alcuni piccoli comuni sono saliti alla ribalta grazie alle loro esperienze di “buona condotta”. Perché? Sostanzialmente perché hanno deciso “di fare alcune cose in alternativa ad altre”, ovvero di adottare tecnologie, metodi, scelte che gli hanno consentito di ridurre la propria impronta ecologica e migliorare la vita dei cittadini, con un buon livello di soddisfazione delle parti sociali. Dando insomma un buon esempio.
E di esempi parliamo con Ezio Orzes, assessore all’Ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi, che è membro dell’associazione Comuni Virtuosi.
Comune che tra l’altro ha vinto il premio nazionale "Comuni a 5 Stelle" nel 2008 per avere
"presentato progettualità di eccellenza in tutte le cinque categorie del premio, dimostrando di agire con una strategia davvero complessiva, finalizzata ad una sostanziale riduzione dell'impronta ecologica del territorio".


Partiamo dal porta a porta: aldilà degli ottimi risultati in termini di differenziazione dei materiali, le buone pratiche del Comune hanno creato forme di interazione e un percorso di cambiamento di mentalità all’interno del sistema sociale? Per esempio, c’è stato qualche cambiamento dal punto di vista della realtà imprenditoriale e commerciale?

Temi come i rifiuti o la produzione e l’uso dell’energia hanno una stretta correlazione con gli individui e i sistemi sociali. Le politiche ambientali che incidono nelle dinamiche sociali e culturali consolidate inevitabilmente generano attenzioni positive, ansie, speranze e conflittualità. Più questi cambiamenti sono significativi e accompagnati da un forte coinvolgimento delle comunità maggiore è la possibilità che nel tempo il cambiamento diventi parte di un nuovo sentire. In questo contesto qualcuno può pensare di fare impresa su basi diverse, affiancando la propria attività al cambiamento culturale in atto.
Il nostro progetto di raccolta differenziata, ad esempio, ha sicuramente preparato il terreno alla nascita di nuove attività imprenditoriali: nell’ultimo anno un’azienda agricola ha installato in centro un distributore di latte alla spina, un grossista di bevande ha aperto un punto vendita al minuto solo vuoto a rendere e abbiamo inaugurato da poco un negozio, gestito da una giovane coppia, che vende prodotti biologici specialità tipiche locali e detersivi alla spina. In una comunità di 8500 abitanti non è poco, no?

Velocità e fattore tempo: in genere passa l’idea che quando a muoversi è la macchina pubblica i tempi si dilatino molto, per ostacoli burocratici, tempi tecnici etc. Riesce a darmi una testimonianza pratica di velocità ed efficienza del “pubblico”?

La macchina comunale è sicuramente complessa ed intrisa di burocrazia con vincoli molto stretti che, pur garantendo controllo e trasparenza negli atti, a volte ne limitano l’operatività. Noi crediamo in un’idea di “pubblico” in grado di erogare servizi efficienti. L’esperienza più esaltante che abbiamo prodotto è sicuramente il servizio di raccolta differenziata porta a porta. In sei mesi abbiamo approvato il progetto in consiglio comunale, costituito la Ponte Servizi srl - società in house che gestisce il servizio - restaurato un vecchio ambulatorio con criteri di risparmio energetico dove ha sede, acquistati mezzi e bidoncini per il nuovo servizio porta a porta, provveduto alla consegna a domicilio dei contenitori per le famiglie e per le utenze non domestiche, effettuato una campagna di comunicazione con più di 23 incontri pubblici e due ore di lezione per ogni classe dalle elementari alle medie, aperto l’ecocentro comunale, avviato il nuovo servizio e rimosso tutti i cassonetti e le campane dalle strade. Siamo partiti nel giugno nel 2007 con la raccolta differenziata al 23% e a gennaio del 2008 eravamo già all’80%, dato che si è costantemente incrementato nel tempo. Viene da dire che a volte alcune scelte forti e sfidanti hanno anche una grande potenzialità nel motivare le persone che ci lavorano, che sono il vero motore e rendono possibile il cambiamento.

Il Comune è più ricco o più “povero” di prima? I costi aumentano o diminuiscono? C’è un programma di reinvestimento degli eventuali risparmi o delle spese evitate?

Il progetto di raccolta differenziata ha ridotto i costi del servizio del 15% in due anni. Abbiamo ridotto dell’88% il secco indifferenziato che andava in discarica e risparmiato 400.000 euro di costi di smaltimento dal 2007 al 2008. Una parte di questi soldi sono ora utilizzati per dare lavoro alle persone che abbiamo assunto per effettuare un servizio attento, puntuale e molto gradito ai cittadini.
Nel campo del risparmio energetico oggi è possibile ridurre i consumi e emissioni in atmosfera e contenere la bolletta energetica dei comuni utilizzando tecnologie avanzate, impiegando manodopera qualificata. Purtroppo i comuni spesso non hanno sufficienti risorse a disposizione per fare gli interventi. Quello che serve è un piano nazionale e regionale di investimenti sul risparmio energetico di strutture e impianti dei comuni e un conseguente impegno dei comuni a reinvestire i risparmi ottenuti a completamento degli interventi di efficienza energetica.
Invece che buttare cifre enormi in grandi e inutili opere potremmo in pochi anni riqualificare il patrimonio edilizio e impiantistico degli enti locali cominciando a praticare concretamente quella green economy spesso enunciata solo nei convegni o nelle brochure patinate.

Avete fatto altre esperienze pratiche che sarebbero replicabili altrove ed orientate a diminuire l’impronta ecologica del comune? In particolare sul risparmio energetico?

Vi faccio solo un esempio: oggi in Italia solo per l’illuminazione pubblica si consumano circa 5 GW/anno di energia elettrica, pari a 1,6 milioni di tonnellate/equivalenti di petrolio.
Questo consumo di energia comporta l’emissione di 4,5 milioni all’anno di tonnellate di CO2 in atmosfera. Il parco illuminotecnico dei comuni è in buona parte obsoleto, con forti dispersioni di luce verso l’alto, in molti casi fuori norma e assolutamente inefficiente dal punto di vista energetico.
La tecnologia oggi disponibile, quella che adottiamo nei nostri punti luce, permette di ridurre i consumi di almeno il 50%. Siamo passati dagli 82 euro/anno del costo di energia elettrica per punto luce, agli attuali 38 euro/anno dei nuovi impianti. La regione Veneto ha approvato da poco un’ottima legge che prevede di estendere questi standard a tutti gli impianti.. peccato che non sia finanziata e che i comuni non abbiano le risorse per fare gli interventi. Un intervento serio di sostegno potrebbe articolarsi in un contributo regionale a fronte della presentazione di un piano di manutenzione straordinaria dei comuni articolato in 5 anni, in cui la Regione finanzia il 50% degli interventi previsti e i comuni si impegnano a reinvestire il risparmio economico ottenuto nei 4 anni successivi per completare gli interventi.
Se estesa al territorio nazionale questa operazione porterebbe a dimezzare il consumo di energia elettrica per l’illuminazione dei comuni riducendo la bolletta energetica e le spese correnti, evitare l’emissione in atmosfera di 2,5 milioni di tonnellate di CO2 all’anno e rilanciare un settore economico che conta aziende, progettisti e maestranze qualificate nel territorio.

Insomma, oggi non ci sono più scuse, si può scegliere, anche nei comuni, di fare alcune cose in alternativa ad altre. Oggi esistono tecnologie, metodi, professionalità che permettono di ridurre l’impronta ecologica dei comuni, di migliorare la vita dei cittadini, di occuparsi in maniera responsabile dei nostri rifiuti, di ricreare una nuova socialità. Per cambiare è però necessaria una spinta coerente e forte in  ogni livello istituzionale, ed è questo che manca.


PER APPROFONDIRE

Relazione sul porta a porta a Ponte nelle Alpi (3,4 MB PDF)
Brochure Associazione Nazionale Comuni Virtuosi
(850 KB PDF)
Associazione Comuni Virtuosi

Notizie dai Comuni Virtuosi: il blog di Marco Boschini, coordinatore dell’Associazione

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Da quello che vediamo sembra che aldilà dei singoli progetti, quello che contraddistingue un “Comune virtuoso” sia in generale un approccio diverso al fare, che affronta le questioni ambientali in modo pratico ed efficace, instaurando rapporti diretti di fiducia e collaborazione con i cittadini. Per questo PAEA supporta il lavoro dell'associazione (potete trovare la Casa EcoLogica nel DVD “Viaggio nell’Italia a 5 stelle”).
E infatti dal 2010 la Casa EcoLogica attiverà un percorso specifico dedicato alle buone pratiche dei Comuni Virtuosi, sotto il titolo
“Dillo al tuo sindaco”.

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