La riqualificazione energetica degli edifici esistenti
Un quaderno per capire come si fa e perché
A cura di Area Progetto

Intervista al prof. Peter Erlacher, docente all’Università La Sapienza di Roma (Master Progettazione ambientale) e all’Università di Bolzano (Master CasaClima) e autore de La riqualificazione energetica edifici esistenti, il primo di una serie di “quaderni tecnici” – ma non troppo - sul tema dell’efficienza energetica e della bioedilizia, pubblicato a maggio 2009 da Padovani Editrice.
L’Italia ha un patrimonio edilizio particolarmente energivoro: per questo motivo la riqualificazione energetica dell’esistente, affiancata ad un’edificazione del nuovo più efficiente, può costituire una mossa strategica, per ridurre la forte dipendenza energetica e guadagnare tempo nell’attesa che aumenti l’impiego di energie rinnovabili e alternative.
Il quaderno tecnico “Riqualificazione energetica edifici esistenti” ha proprio l’intenzione di evidenziare le conseguenze portate dall’esagerato consumo di energia nel nostro Paese e, parallelamente, le tematiche utili (stato dell’arte, evoluzioni e prospettive dal punto di vista applicativo e legislativo) riferite ad una corretta edilizia ad alto risparmio energetico.

Come nasce l’idea della collana di quaderni, e qual è il rapporto tra questi e il suo insegnamento universitario?
I
contenuti sono frutto del mio lavoro di formatore in questi anni, non solo a
livello universitario. Dagli anni ‘90 in poi, ho passato molto tempo nelle
scuole, tra medie, superiori ed istituti professionali, per formare i ragazzi
su un’edilizia sostenibile. Occupandomi di formazione da molto tempo, vedo che
gli studenti chiedono sempre molte più informazioni di quelle che si riescono a
passare in una lezione, ecco perché ho pensato di sviluppare una pubblicazione;
ed ecco anche perché ho scelto di realizzarla a basso costo.
La
casa editrice Padovani è nata proprio per contenere i costi, di cui il 50% di
solito va per le spese di distribuizione. Infatti la vendita è solo on-line e
in questo modo il quaderno costa 15 euro invece di 25/30 euro. L’alternativa
sarebbe stata cercare uno sponsor, ma poi avremmo rischiato di perdere
l’equilibrio nei contenuti.
Perché ha scelto come primo argomento la riqualificazione degli edifici?
Dagli anni ‘90 mi dedico agli edifici a basso consumo (sono tra i fondatori di CasaClima), ma nel tempo mi sono reso conto che la riqualificazione dell’esistente è più importante dal punto di vista dell’impatto ambientale, nel senso che CasaClima è una certificazione di eccellenza, ma riservata solo alle nuove costruzioni; e in Italia l’impatto delle case nuove è dell’1%. Immaginiamo facilmente il “peso” che ha il restante 99% in termini pratici..
Qual è l'obiettivo e il “target” del quaderno?
All’università c’è un master CasaClima che, diversamente
dall’Agenzia, tratta anche la riqualificazione, ed io insegno il modulo sulla
riqualificazione energetica per il 5° anno consecutivo. Ora, il master forma
degli esperti, mentre il quaderno è adatto sì per un tecnico – un geometra,
ingegnere, architetto - ma soprattutto per uno che non sia ancora esperto in
riqualificazione energeticamente efficiente; e sono in molti ad essere in
questa situazione, perché è una tematica che si tratta da poco tempo, motivo
per cui l’opuscolo è innovativo.
Il
mio scopo era di riuscire a trattare temi complessi in modo semplice ed
esplicativo, anche per rendere più familiare il mondo complesso delle
normative.
L’argomento però è di notevole interesse per tutti coloro che hanno una casa, non solo per i tecnici.. Pensa sia comprensibile anche a loro?
Allo stesso tempo è un libro che si fa leggere molto bene dai non tecnici; penso soprattutto ai proprietari di case, ovvero ai potenziali committenti che spesso sono molto attenti e quindi “più avanti” rispetto ai professionisti a cui si rivolgono. A Bolzano i primi corsi di edilizia sostenibile – parlo di 15 anni fa – sono stati frequentati proprio dai privati, che erano più interessati dei tecnici, e sono stati i privati a Bolzano a convincere le imprese e la CNA; per ultimi sono arrivati i progettisti.
Quello sulle riqualificazioni è il primo di una serie di quaderni. Ci può dire su cosa saranno i prossimi?
Il progetto completo prevede di pubblicare un quaderno ogni sei mesi e ho deciso di procedere dal generale al particolare. Il prossimo quaderno sarà sulla casa a basso consumo in muratura - una specificazione che qui in Alto Adige è d’obbligo - e uscirà la primavera prossima. Poi verrà la casa in legno, e successivamente andremo approfondendo via via i singoli aspetti: avremo quindi il tetto in legno, l’isolamento acustico, la tenuta all’aria, la scelta dei materiali e così via…
Parliamo dei materiali: che rapporto c’è tra efficienza energetica e bioedilizia?
La mia scelta è quella di rispettare l’edilizia sostenibile,
quindi sono per l’uso di materiali ecologici, case traspiranti, materiali
riciclabili. Nel libro c’è anche un capitolo specifico sulla situazione
italiana, in cui in molti casi – soprattutto nei centri storici - in fase di
riqualificazione non si può intervenire sul cappotto esterno, per via dei
vincoli delle Belle Arti.
Per questo motivo c’è un capitolo sul cappotto interno, che è un intervento
delicato e richiede molta esperienza nella scelta di materiali traspiranti che
evitino la condensa e si vede come i materiali ecologici rispondono pienamente
all'esigenza di traspirabilità e igroscopicità.
Lei vive a Bolzano, che è decisamente avanti rispetto al resto dell’Italia. Che rapporto vede tra il percorso di CasaClima e la situazione nel resto dell’Italia? E com’è la situazione del patrimonio edilizio a Bolzano?
CasaClima è una rivoluzione per l’Italia, ma a livello
europeo non è un’esperienza avanzata. Anche a Bolzano i progettisti anni fa
sono partiti da zero, informandosi dalla Germania che geograficamente per noi è
più vicina, ed ora l’Italia fa lo stesso nei confronti di CasaClima. Io ora
infatti lavoro molto fuori dalla provincia.
Per quanto riguarda il “nuovo”,
Bolzano è messa bene e infatti il mercato è quasi saturo, ma è decisamente
indietro nel campo delle ristrutturazioni dell’esistente. Se guardiamo i dati,
il consumo di energia a livello provinciale non è diminuito visto che si è
agito solo sul nuovo, che in termini quantitativi è poco incisivo. Un buon
punto di partenza, quindi, è lavorare bene su questo enorme patrimonio
esistente.
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