Spesso l’auto inteligente è.. la bicicletta!
Mobilità sostenibile: idee, pratiche, modelli
A cura del servizio InformaEnergia
Negli ultimi decenni le città sono
cresciute secondo una logica dettata in gran parte dall'auto. L'attuale
collocazione nel territorio delle funzioni urbane, impone agli abitanti un uso
sempre più massiccio dell'auto nello svolgimento delle attività quotidiane. Per
andare a lavorare, per accompagnare i bambini a scuola, per fare la spesa...
Il tutto ad una velocità media di 7 Km/h nelle aree urbane!
Nonostante questo in Italia c'è un'auto ogni 1,7 abitanti.
La possibilità di spostarsi in tempi sempre più ristretti e coprendo distanze sempre maggiori viene percepita dalla maggioranza delle persone come una straordinaria fonte di libertà, in particolare se si pensa all’uso dell’auto privata. Ma l’entusiasmo che ha accompagnato la diffusione di massa delle auto ha lasciato il posto ad un atteggiamento più cauto, in cui la consapevolezza di conseguenze come l'inquinamento atmosferico ed acustico, le emissioni di gas serra, lo smog, oltre alla congestione del traffico urbano e al crescente numero di incidenti, sta portando alla ricerca di un modo di spostarsi che sia efficiente e veloce, e al tempo stesso meno stressante e dai costi sociali contenuti.
La mobilità sostenibile
La necessità di mettere a punto strategie improntate alla mobilità sostenibile
nasce dalla consapevolezza che il modello fondato sul predominio dell'auto è
entrato in una crisi irreversibile.
L'auto appare non più la soluzione ma
l'ostacolo alla mobilità, producendo un effetto discriminante nei confronti di
chi si muove a piedi o in bici.
In Italia esiste una normativa in proposito: il Decreto Interministeriale Mobilità Sostenibile nelle Aree Urbane del 27/03/1998, ma i problemi relativi alla mobilità sono stati spesso demandati alle amministrazioni locali, che, pur con esempi particolarmente virtuosi, faticano a raggiungere traguardi importanti a livello complessivo..
Gli
ambiti di intervento delle pubbliche amministrazioni sono i più diversi, dalle
piste ciclabili - molto diffuse in Nord Europa dove costituiscono una vera
alternativa all'auto privata - all'accesso a pagamento a strade o zone urbane,
che può addirittura essere esteso a tutte le auto in ingresso in città, come ad
esempio a Londra.
Seguono gli incentivi al trasporto collettivo, dato che un’efficiente
rete di trasporti pubblici locali a costi contenuti spinge a preferirli
rispetto ai mezzi privati. A parità di persone trasportate, infatti si riducono in misura considerevole le
emissioni di inquinanti e gas serra e la congestione del traffico. Se
l’amministrazione adotta corsie preferenziali il mezzo pubblico diventa poi vantaggioso
anche in termini di tempo. In alcuni casi vengono poi promossi abbonamenti “integrati” (ES: treno + autobus o
parcheggio+bus) a prezzi contenuti (ES: progetto Mi Muovo in Emilia Romagna) o servizi di BiciBus e PediBus, che permettono l’accompagnamento protetto dei bambini sulla tratta
casa-scuola.
Forme innovative e recenti di trasporto collettivo sono il car sharing e il car pooling che
consistono nell’utilizzo di un’auto privata per uso collettivo. Nel caso del
Car Sharing l'auto è noleggiata, anche per poche ore e riconsegnata al
termine del suo utilizzo, con una spesa in molti casi inferiore a quella rappresentata dal possesso dell'auto.
Nel caso del Car Pooling invece, l'auto è di proprietà di un privato che la mette a disposizione per compiere tragitti casa-lavoro insieme ad altre persone con la stessa esigenza di orario e di percorso.
Questi processi, in particolare per i dipendenti di grandi aziende,
dovrebbero essere agevolate dalla figura del mobility manager, ove presente.
Il
car pooling può essere una scelta strategica fai-da-te, ma esistono anche
sistemi web che mirano ad estendere questa pratica anche al di là del bacino
di conoscenza diretta tra persone. E’ il caso di sistemi come Jungo, ma anche di esperienze promosse da singoli enti locali (ES: Roma, Bologna..) e recentemente anche da Autostrade per l'Italia.
Anche questo è un sistema mutuato in molti casi dal Nord Europa, dove reti di richiesta/offerta passaggi in base ad un software di incrocio di domanda e offerta hanno avuto successo soprattutto all’interno dei bacini di forte pendolarismo (ES: PendlerNetz in Germania).

Spesso l’auto inteligente è.. la bicicletta!
I mezzi pubblici non costituiscono l'unica alternativa all'auto. Un mezzo di trasporto che sta diventando competitivo con l'auto - in particolare nei percorsi urbani - è la bici.
Circa la metà degli spostamenti in auto avviene infatti per tragitti inferiori ai 5 Km, distanze per le quali, soprattutto in mezzo al traffico cittadino, la bici si rivela più veloce e facile da parcheggiare (e gratis..) oltre a permettere anche di mantenersi in forma. E' inoltre dimostrato che la concentrazione di inquinanti all'interno degli abitacoli delle auto è maggiore di quella cui sono sottoposti i ciclisti (vedi allegato).
Senza contare poi che la diffusione dell'uso delle biciclette rende più veloci - e quindi accessibili ad un maggior numero di persone - i mezzi pubblici. Con una durata di spostamenti invariata di 10 minuti, tener conto della clientela suscettibile di effettuare la prima parte del tragitto in bicicletta moltiplica per 15 il bacino di utenza di una fermata di trasporto pubblico.

Dover cambiare più volte mezzo di trasporto è un grosso svantaggio per i passeggeri dei trasporti pubblici (perdita di tempo, scomode attese).
La bicicletta è una risposta efficace a questo problema. Il ciclista può guadagnare un quarto d'ora rispetto al tragitto in autobus per raggiungere un sistema di trasporto rapido (stazione ferroviaria, stazione di metro ecc.). Con le biciclette a pedalata assistita poi il raggio d'azione aumenta ancora: con uno sforzo minimo è possibile percorrere distanze maggiori ed affrontare salite senza difficoltà.
In molti centri inoltre esistono sistemi di bike sharing: noleggio gratuito di biciclette (grazie ad una chiave per il prelievo e il rilascio), come quello di C'entro in bici diffuso ormai in 87 comuni.
Alcuni dati: Tabelle di confronto tra mezzi di trasporto (52 KB - PDF)
