Nucleare: la Corte Costituzionale respinge il ricorso di 10 Regioni
Mentre nasce un progetto di Legge di iniziativa popolare "pro rinnovabili/no nucleare"
A cura dello Sportello InformaEnergia

La Corte Costituzionale ha rigettato i ricorsi sollevati da 10 Regioni sulla legge delega n. 99 del 2009, dichiarandoli in parte infondati e in parte inammissibili.
Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Lazio, Calabria, Marche, Emilia Romagna e Molise (il Piemonte si è ritirato dopo l’elezione alla presidenza del leghista Cota) contestavano il conferimento al Governo della delega per la riapertura degli impianti nucleari in Italia, in particolare l'assenza di raccordo con le singole Regioni sulla scelta dei siti delle centrali e la procedura che prevede un'autorizzazione unica sulle tipologie di impianti.
Ora si attendono le motivazioni della sentenza, per capire quali siano le competenze che la Consulta ha ritenuto prevalenti: la tutela dell'ambiente e della salute sono infatti di competenza statale, mentre ricadono sulle Regioni i temi dell'energia e del governo del territorio.
Resta il fatto che ora è
caduto l'ultimo ostacolo di rilievo ad ritorno del nucleare in Italia. Il
prossimo passo sarà quello dell'individuazione dei siti idonei, per il quale
sembra ci saranno da attendere 3 anni, e per i quali ci sarà la possibilità di
dichiarare, unilateralmente, i siti aree di interesse strategico nazionale,
soggette a speciali forme di vigilanza e di protezione.
Fonti: Ansa, Nuova Ecologia
20-20-20: una proposta di legge di iniziativa popolare "salvaclima"
Nel frattempo, il fronte dei NO al nucleare si muove su una proposta alternativa.
Il 7 giugno è stato depositato in Cassazione il progetto di legge di iniziativa popolare: “Sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima”.
A sostegno verranno raccolte le firme dei cittadini per la presentazione in parlamento e per costruire una campagna di mobilitazione a favore di una politica energetica basata su risparmio energetico e sostegno alle fonti rinnovabili in attuazione degli obiettivi europei del 20-20-20 entro il 2020 e per dire no al nucleare.
Gli articoli che compongono il disegno di legge affrontano su tutti i settori dei consumi energetici: residenziale, produttivo e terziario, trasporti.
Tra gli strumenti previsti, un Piano Energetico Ambientale Nazionale, sostegno finanziario e
procedure semplificat per le rinnovabili. Nel ddl ci sono poi proposte nuove come la costruzione di una rete di
agenzie o di sportelli locali e un albo di professionisti che operino
a tariffa calmierata per aiutare i cittadini nelle scelte. Tra le vie per recuperare risorse si prevede anche l'abolizione dei contributi alla
termovalorizzazione dei rifiuti (CIP 6)..
Fonte: QualEnergia

