Stop alle coltivazioni di mais OGM in Italia
Il mais geneticamente modificato Mon810 non sarà seminato e l'Italia resta ancora ogm-free. Con le controfirme dei ministri della Salute e dell'Ambiente al decreto interministeriale dell'ex ministro dell'Agricoltura, è stata respinta la richiesta di messa in coltura di ibridi di mais geneticamente modificati formulata da un'azienda italiana.
Il decreto firmato dal ministro Zaia il 19 marzo si è reso necessario dopo la sentenza del Consiglio di Stato che a metà gennaio, accogliendo il ricorso di un'azienda, imponeva ai ministeri competenti di concludere il procedimento di autorizzazione alla coltivazione di mais OGM autorizzato a livello comunitario (il Mon810).
La Commissione per i Prodotti Sementieri Geneticamente modificati - composta da rappresentanti dei Ministeri delle Politiche Agricole, dell'Ambiente e della Salute e di alcune regioni - ha espresso parere negativo alla richiesta. La motivazione tecnica sta nell'assenza di "misure idonee a garantire che le colture derivanti da prodotti
sementieri di varietà geneticamente modificate non entrino in contatto
con le colture derivanti da prodotti sementieri tradizionali e non
arrechino danno biologico all'ambiente circostante tenuto conto delle
peculiarità agro-ecologiche, ambientali e pedoclimatiche" come previsto dalla legge.
Il 2 marzo la Commissione europea ha dato l'autorizzazione alla coltivazione della patata geneticamente modificata Amflora e all'importazione di alcune varietà di mais, ma in Europa sono solo 6 gli stati che hanno coltivazioni OGM, con una superficie dedicata in diminuzione.
Fonte: Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali

